A SELINEH
Desidero raggiungere tutti coloro che sono parte di Selineh come soci e simpatizzanti per
ringraziarvi del grandissimo sostegno, amicizia, vicinanza che mi avete trasmesso via mail, ma
anche attraverso le preghiere, che hanno donato serenità alla mia famiglia colpita, per la seconda
volta in due mesi, dalla perdita di un fratello. La vostra vicinanza ha confortato sicuramente anche
la moglie e i figli e i nipoti di Pierangelo, ringrazio anche a nome loro. Grazie a tutti tutti e che Dio
vi benedica.
Aggiornamento a maggio 2020
Colgo l’ occasione per mandarvi un piccolo aggiornamento sulla situazione generale della Sierra
Leone. Come saprete già, anche qui, siamo in emergenza coronavirus. La situazione è analoga a
quella italiana per quanto riguarda le restrizioni. I dati ufficiali al 9 di maggio sono i seguenti: 236
sono i casi positivi( la maggioranza si trova in Freetown); 1744 sono le persone in quarantena; 14 i
morti; più di 54 sono i guariti. Anche qui i limiti di spostamenti sono iniziati con la chiusura dei voli
aerei. Gli ultimi passeggeri arrivati sono stati messi in quarantena, ma evidentemente qualcuno è
sfuggito al controllo visto che il primo infetto da Covid-19 è arrivato proprio con uno degli ultimi
voli. Successivamente altri sono giunti dai confini della vicina Guinea (anche se le dogane erano
state chiuse). L’intervento del presidente è stato immediato e credo che questo abbia limitato
notevolmente la diffusione del virus. Certamente l’esperienza dell’ebola ha insegnato qualcosa. Ci
sono stati due lockdown, di tre giorni ciascuno, serviti per cercare quanti avevano avuto contatto
con i nuovi positivi della settimana. Sicuramente anche questa metodologia ha i suoi benefici, ma
purtroppo crea altre difficoltà. Ogni paralisi totale scombussola la mente umana.
Le scuole sono ancora chiuse e gli esami internazionali dell’ultimo anno delle superiori sono stati
spostati a data da definirsi con le altre nazioni che soffrono della stessa epidemia.
Niente si sta muovendo a livello economico anche perchè molte attività non si possono
svolgere( credo che in Italia si sappia bene che cosa vuol dire).
Il problema più grande in questo momento è la povertà che sta dilagando dovunque e i giovani ne
soffrono di più. Qui a Lunsar la chiusura, a novembre, delle miniere per problemi politici, ha
lasciato a casa 400 operai che da quel momento non sanno più come mantenere la famiglia. E questi
giovani sono i primi a reagire se qualcosa di ingiusto capita. La scorsa settimana c’è stata una
rivolta durante la quale sono morte 3 persone e molte altre ferite. Si sa che ogni insoddisfazione può
generare violenza, ma forse tutti dobbiamo impegnarci di più a far capire che la violenza non porta
sicuramente a dei miglioramenti, ma solo nuove sofferenze. In Sierra Leone ci sono già state quattro
giornate di rivolta e questo sta preoccupando anche l’opinione internazionale.
Noi continuiamo con le nostre attività a beneficio di tutti:
– assistenza ospedaliera ai più bisognosi;
– aiuto con cibo ai bambini malnutriti;
– assistenza mensile con un aiuto extra a tutti coloro che hanno l’adozione e quindi alle loro famiglie
(non ci sono stati comunicati casi di contagio tra i nostri assistiti);
– cibo a 200 studenti (orfani ebola o poveri e senza una famiglia) garantito ogni mese;
– carità in generale, che non deve mai mancare, a quanti in difficoltà bussano alla nostra porta.
La nostra e la loro riconoscenza va a tutti voi che con la vostra generosità e la vostra costanza ci
permettete di essere a disposizione anche in situazioni di estrema precarietà. Siamo certi che non ci
abbandonerete nonostante le grandi difficoltà che anche il primo mondo sta affrontando e vivendo.
Ogni piccolo aiuto qui diventa vita per molti.
Concludo condividendo quanto sta avvenendo quasi ogni giorno: moltissimi ci chiamano
chiedendoci di voi, delle vostre famiglie, di come state se ci sono persone malate, di come è la
situazione in Italia, ecc.. Anche questo credo testimonia che la riconoscenza non è solo a parole ma
è vissuta. Chiedono e promettono la loro preghiera. GRAZIE e che Dio vi benedica e protegga.
Padre Mario, e la comuntà giuseppina di Lunsar.

Carissimi AMICI,
 
Oggi è Domenica delle Palme, e anche qui da noi come in quasi tutto il mondo non possiamo
celebrare con i fedeli questi momenti importanti della nostra FEDE. Solo i sacerdoti con i religiosi
possono partecipare alle celebrazioni ed io purtroppo oggi non ho potuto nemmeno officiare nella nostra
chiesa Parrocchiale visto che abito a poco più di un Km. di distanza, in quanto da questa mattina per tre
giorni tutti sono chiusi in casa e nessuno può uscire. Così abbiamo celebrato come comunità nella
cappellina della nostra casa . Vedremo se per la Santa Pasqua ci si potrà muovere, anche se non ci sarà
nessuna Celebrazione con i fedeli.
Voglio subito assicurarvi che, pur non avendo mai scritto, siamo SEMPRE UNITI A VOI. Seguiamo con
tanta preoccupazione la situazione ed il progredire di questa terribile malattia non solo tra voi in Italia, ma
in tutto il mondo. Noi abbiamo vissuto l’Ebola, ma stiamo capendo che questa pandemia è più pericolosa,
si trasmette in maniera più subdola, invisibile e quindi più difficile da combattere. Sappiate che fin
dall’inizio di questa epidemia abbiamo iniziato a PREGARE PER TUTTI VOI. Ogni domenica prima
di concludere la santa Messa, ogni venerdì a chiusura della Via Crucis, ogni volta che ci si ritrovava
insieme come Parrocchia, anche solo per il santo rosario, invocavamo la protezione della nostra
MAMMA CELESTE MARIA con il canto della SALVE REGINA in latino, come al tempo dell’Ebola,
per chiedere la sua Protezione ed il suo aiuto per tutti voi.
Ora da tre settimane sono state sospese tutte le celebrazioni e così abbiamo distribuito a tutte le famiglie
un foglio laminato con in fronte lo sfondo della nostra chiesa, le immagini del Crocifisso, la Vergine
Maria, S. Giuseppe, S. Leonardo Murialdo e dietro la Preghiera composta dai vescovi africani chiedendo
l’aiuto al PADRE che ci liberi da questa malattia e poi la Salve Regina. Tante persone e tante famiglie
pregano quotidianamente per questo con la recita del Santo Rosario e molti si ritrovano al venerdì in
famiglia per la Via Crucis. Ogni giorno mi viene chiesto della situazione in Italia e tutti mi assicurano la
loro PREGHIERA per ciascuno di voi. E come ripeteva spesso il Murialdo AFFIDIAMOCI A DIO
PADRE, A MARIA, METTIAMOCI NELLE LORO MANI, SICURI CHE SIAMO IN BUONE MANI.
Ora questa epidemia da una settimana è arrivata anche qui in Sierra Leone, portata da Sierraleonesi che
vivevano in Europa e che son scappati per paura del virus. Per fortuna che il governo aveva obbligato chi
rientrava ad un periodo di quarantena in alcuni hotel, infatti sembra che tre dei quattro casi attuali siano
persone che, finito il periodo di quarantena, sottoposti al tampone, sono risultati positivi e quidi portati
all’ospedale militare che è il punto di riferimento ed isolamento per questi casi. Purtroppo qualcuno è
sfuggito ai controlli e c’è un quarto caso in capitale, una dottoressa che per fortuna appena si è accorta
dei sintomi, si è isolata ed ora ricoverata all’ospedale in isolamento. Molta gente anche qui ha veramente
paura, anche perchè non ci sono strutture mediche capaci di rispondere ad una epidemia, ma SPERIAMO
che le varie misure già da settimane messe in atto dal governo possano fermare l’espandersi della
malattia. Come dicevo da circa tre settimane sono vietate tutte le celebrazioni Religiose, Cristiane,
Mussulmane etc. Sono vietate tutte le feste o incontri sociali, discoteche ed anche i funerali che qui sono
un momento importante di aggregazione, spesso con la partecipazione di centinaia di persone. Anche le
scuole da una settimana sono state chiuse. Da 15 giorni è stato chiuso anche l’aeroporto e da 10 giorni
anche le frontiere con la Guinea e la Liberia. Da questa mattina per tre giorni tutti devono rimanere in
casa e sono vietati tutti i movimenti. L’associazione dei medici chiede una chiusura di due settimane, ma
è molto difficile perchè tante persone vivono alla giornata, vivono di carità, tantissimi come anche qui a
Lunsar per avere l’acqua devono andare ai pozzi a volte centinaia di metri da casa … per tre giorni
possono farcela … ma per due settimane … Vedremo come la situazione si muove e che decisioni il
governo prenderà. Intanto la gente continua a Pregare non solo per voi ma anche per loro stessi
affidandosi alla PROVVIDENZA e cercando di seguire tutte le precauzioni possibili.
 
Noi seguiamo tutte le regole che il governo ed i nostri vescovi ci hanno dato. Vorremmo comunque SE
SARA’ POSSIBILE e per quanto ci è permesso continuare ad aiutare i poveri, i bambini e ragazzi
assistiti. Non vogliamo fare gli eroi e dobbiamo evitare prima di tutto ogni assembramento anche minimo
ed ogni contatto come facevamo al tempo dell’Ebola e più di allora, per il bene nostro e della nostra
gente. Ora per circa due settimane chiuderemo quasi completamente le tante attività ed i lavori che stiamo
portando avanti, poi vedremo come evolve la situazione prima di riaprire.
Ora non ci resta che affidarci tutti noi attraverso la PREGHIERA QUOTIDIANA NELLE NOSTRE
FAMIGLIE ALLA PROVVIDENZA CHIEDENDO A DIO PADRE , A MARIA NOSTRA MADRE E
A S. GIUSEPPE che ci assistino e che mandino il loro Spirito perché, i tanti scienziati, ricercatori trovino
una medicina, un vaccino per superare questa terribile malattia e diano la forza ed il coraggio a tutti i
medici, gli infermieri, i tanti operatori e volontari, le forze dell’ordine e tutti coloro che stanno
collaborando per aiutare i malati a debellare questa malattia, di continuare nella loro missione e di essere
protetti dal contagio. Loro sono i nuovi martiri ed eroi dei nostri tempi.
GRAZIE PER L A VOSTRA AMICIZIA E PER LE VOSTRE PREGHIERE.
Colgo l’occasione per AUGURARE A CIASCUNO DI VOI UNA SANTA PASQUA CHIEDENDO AL
RISORTO DI FAR RISORGERE L’UMANITA’.
Un carissimo saluto a nome di tutta la nostra comunità e della nostra gente.
D. Gianni
E’ arrivata ora la notizia di altri 2 casi positivi. Un italiano ed un Sirraleonese rientrati a fine marzo che si
erano autoisolati e messi in quarantena, ma fatto il test prima di potersi muovere, sono risultati positivi
e quindi sono in isolamento e sotto cura.
DICEMBRE 2019
BUON NATALE E SERENO 2020
 
Carissimi amici di
SELINEH, AMICI DELLA SIERRA LEONE di Parma, AROUND US di Monastier, GRC di
Breganze, Gruppi Missionari delle nostre parrocchie, sostenitori di Ravenna e Lisiera e delle
nostre opere giuseppine, Murialdo World, ENGIM, benefattori del diritto allo studio, delle
adozioni a distanza, del 5 per mille e di ogni gesto di carità orientato verso i poveri della Sierra
Leone,
un saluto cordiale e pieno di gratitudine dall’Africa. Siamo giunti alla fine del 2019; anno attraversato
da tanti avvenimenti, da tante realtà positive, ma anche da tante difficoltà e contraddizioni, sia a livello
politico che a livello assistenziale verso questo popolo. L’apertura e poi la chiusura di alcune miniere
presenti nel nostro territorio hanno creato gravi disagi. Le tante persone, che erano impiegate in queste
attività, si trovano a non avere più quel sostentamento che il salario mensile garantiva. Famiglie in
difficoltà e in grande povertà. Sfide continue di sopravvivenza in molte famiglie. Questa crisi si sente
anche nei villaggi agricoli che, nonostante siano un po’ più fortunati, perché coltivando la terra hanno
sempre qualcosa del loro raccolto, quando c’è il bisogno di acquistare altri beni di prima necessità
(medicine,vestiti,visite mediche…) per la famiglia, spesso non hanno sufficiente denaro a coprire i costi
che continuano ad aumentare.
Non è un linguaggio patetico per creare compassione, ma forse è la descrizione meno pesante di come i
paesi poveri si trovano a dover gestire la loro realtà quotidiana.
Quest’anno l’agricoltura è stata praticata di più (contadini convinti anche dalle numerose piogge) in
quanto rimane la fonte primaria di sostentamento.
Per quanto riguarda l’istruzione, la decisione del governo di dare “education free” sembra aver
convinto più famiglie a mandare i figli/e a scuola. Anche se siamo ancora lontani dal raggiungere la
percentuale dell’ 100% dei bambini che la frequentano, ora si vedono meno ragazzini/e in giro per le
strade durante le ore scolastiche. Comunque sia, il mondo dell’educazione ha ricevuto una positiva
“rivoluzione” che certamente porterà i suoi frutti. Restano gravi problemi da risolvere, come il
pagamento dei salari degli insegnanti e la mancata approvazione di docenti necessari al fabbisogno
delle scuole per raggiungere gli obiettivi governativi. Per noi l’educazione è una priorità e per questo
ci impegniamo con responsabilità e serietà nelle scuole che gestiamo.
Il nostro impegno missionario si trova, non solo a sostenere tutti coloro che ci sono stati affidati dalle
varie attività descritte all’inizio, ma anche ad essere sempre più coinvolti nelle emergenze della gente
che, con la povertà in aumento, sono all’ordine del giorno. La carità non ha dubbi, non fa distinzioni, la
carità deve arrivare a soddisfare i tanti bisogni. E noi siamo grati, a tutti voi, per esserci accanto e per il
sostegno che ci donate. In questo modo siamo diventati anche il centro per aiuti straordinari come
operazioni chirurgiche importanti (un grazie ai chirurghi e medici di Around Us e alle loro 4 “missioni”
annue) e per molte altre situazioni difficili. Non possiamo risolvere tutto, ma il vostro prezioso aiuto ci
permette di dare speranza.
Siamo certi che questa speranza e gioia arriverà anche nelle vostre case, perché niente di quanto
donato rimane inefficace ,soprattutto per chi ha saputo privarsi di qualcosa per aiutare e far felici i più
poveri.
Altra attività che stiamo portando avanti è la sistemazione delle scuole elementari che sono nel
territorio della nuova parrocchia di Mabesseneh a noi affidata. Ci sono 11 scuole elementari che
necessitano, non solo della ristrutturazione degli edifici, che gli amici della Sierra Leone di Parma
stanno provvedendo, ma anche della preparazione professionale dello staff insegnanti. Per questo
motivo, con il 5 per mille donato da molti di voi a SELINEH, stiamo mandando all’università tutti
quegli insegnanti (sono 40) che non hanno un titolo di studio idoneo all’insegnamento. Abbiamo già
notato un miglioramento nei loro metodi pedagogici e il conseguimento di una maggiore responsabilità
ed impegno per la missione educativa. Il nostro pensiero è rivolto al futuro e al desiderio di dare ai
 
bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni la possibilità di frequentare l’asilo (da noi chiamato “pre-
school”).Questo favorirebbe sicuramente lo sviluppo dell’apprendimento in preparazione alla scuola
 
elementare che inizierebbe in modo più adeguato.
 
Sopra vi ho dato un piccolo resoconto di quanto viviamo e di quanto stiamo cercando di fare con quello
che voi ci donate generosamente.
Ci avviciniamo alla festa del Natale. Spero che nessuno di voi sia incerto se fare o non il presepio. In
passato c’era tanto entusiasmo nel realizzare questo piccolo progetto annuale. Era un entusiasmo tutto
nostro, legato non solo al fatto della festa, ma soprattutto al rituale del cercare il muschio, di preparare
la struttura, del sistemare le statuine ….. e dello scrivere la letterina con le tante promesse di essere più
buoni. Quante meraviglie nei rapporti famigliari e quanta gioia nello stare assieme.
Il Dio Bambino sa trasformare i cuori e ci chiama ad essere LUI nel mondo di oggi.
Un autore ha scritto: “Cerca il Signore in un presepio, cercalo dove nessuno lo cerca: nel povero, nel
semplice, nel piccolo, nell’abbandonato, in chi cerca accoglienza. Non cercarlo nell’apparenza.
Cercalo nelle cose insolite e che ti sorprendono”.
Augurissimi a tutti voi: lasciamoci meravigliare da QUESTO BAMBINO.
Un augurio sereno anche per il 2020. Che sia un anno di entusiasmi.
Con il cuore pieno di riconoscenza, anche a nome di chi è aiutato: Che Dio vi benedica!
Padre Mario e i missionari di Lunsar